La rabbia in Marocco

La rabbia in Marocco: cani, gatti, morsi e gesti che salvano vite

La rabbia rimane ancora oggi una delle malattie più pericolose al mondo e, purtroppo, è ancora presente in Marocco. Molte persone pensano che un piccolo graffio di gatto o un lieve morso di cane non siano gravi. Tuttavia, una semplice esposizione alla saliva di un animale infetto può essere sufficiente per trasmettere il virus. Una volta comparsi i sintomi, la rabbia è quasi sempre mortale.

In Marocco, il problema riguarda principalmente i cani randagi, ma anche i gatti possono trasmettere la malattia. I bambini sono particolarmente vulnerabili, perché giocano più facilmente con gli animali in strada e spesso segnalano troppo tardi un morso o un graffio.

Secondo i dati recenti comunicati al Parlamento marocchino, in un solo anno sono stati registrati in Marocco oltre 100.000 casi di morsi e graffi di animali, con 33 decessi umani legati alla rabbia nel 2024. (Le 360 Français)

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda che la rabbia uccide circa 60.000 persone ogni anno nel mondo. In Marocco, le autorità sanitarie conducono da diversi decenni campagne di vaccinazione animale e prevenzione umana, ma il rischio rimane reale, soprattutto nelle zone rurali e nei quartieri dove vivono numerosi animali randagi. (Ministero della Salute del Marocco)

Che cos’è la rabbia?

La rabbia è una malattia virale che attacca il sistema nervoso centrale. È causata da un virus trasmesso principalmente attraverso:

  • morsi;
  • graffi;
  • contatto della saliva con una ferita aperta;
  • contatto della saliva con occhi, bocca o naso.

Il virus si sposta progressivamente lungo i nervi fino al cervello. Questa progressione può richiedere diversi giorni, settimane o persino mesi. Durante questo periodo è ancora possibile prevenire la malattia grazie a un rapido intervento medico.

Ma una volta comparsi i sintomi, non esiste praticamente alcun trattamento efficace.

Quali animali possono trasmettere la rabbia?

In Marocco, gli animali principalmente coinvolti sono:

  • cani randagi;
  • alcuni gatti randagi;
  • più raramente animali selvatici.

Il cane rimane il principale vettore di trasmissione della rabbia in Marocco. (ONSSA)

Contrariamente a quanto si pensa comunemente, anche un gatto apparentemente gentile o sano può essere portatore del virus. I gatti si leccano continuamente le zampe; un semplice graffio contaminato da saliva infetta può essere sufficiente.

Anche un gattino molto giovane può rappresentare un rischio se è stato infettato.

Perché il problema è importante in Marocco?

Da diversi anni il Marocco sta vivendo un forte aumento del numero di cani randagi in alcune città e zone rurali. Diversi fattori spiegano questa situazione:

  • abbandono degli animali;
  • assenza di sterilizzazione;
  • riproduzione incontrollata;
  • discariche abusive che attirano i cani;
  • mancanza di vaccinazione di alcuni animali domestici.

In alcune regioni, branchi di cani vivono vicino a quartieri residenziali, mercati, scuole o discariche.

Le autorità marocchine hanno investito in programmi di controllo, sterilizzazione e vaccinazione, ma il fenomeno rimane una grande sfida per la salute pubblica. (MesVaccins)

Quali sono i sintomi della rabbia negli animali?

Un animale affetto da rabbia non produce sempre schiuma dalla bocca come nei film. I segni possono essere molto più discreti.

Nel cane:

  • aggressività insolita;
  • agitazione;
  • paura o nervosismo estremo;
  • difficoltà a deglutire;
  • paralisi;
  • salivazione eccessiva;
  • cambiamento improvviso di comportamento;
  • animale che morde senza motivo.

Nel gatto:

  • aggressività improvvisa;
  • comportamento strano;
  • isolamento;
  • versi insoliti;
  • difficoltà a camminare;
  • ipersalivazione;
  • graffi o morsi imprevedibili.

Anche un animale molto tranquillo può essere malato.

Quali sono i sintomi nell’essere umano?

Dopo un periodo di incubazione talvolta lungo, i primi sintomi assomigliano spesso a quelli dell’influenza:

  • febbre;
  • stanchezza;
  • mal di testa;
  • dolori muscolari.

Successivamente compaiono gravi sintomi neurologici:

  • ansia;
  • confusione;
  • allucinazioni;
  • paura dell’acqua;
  • difficoltà a deglutire;
  • paralisi;
  • convulsioni.

A questo stadio, la malattia è quasi sempre fatale. (Express TV)

Cosa fare immediatamente dopo un morso o un graffio?

Questa è la parte più importante.

Anche un piccolo graffio deve essere preso sul serio.

1. Lavare immediatamente la ferita

La ferita deve essere lavata per almeno 15 minuti con:

  • molta acqua;
  • sapone.

Questo semplice gesto può già ridurre notevolmente il rischio di infezione.

2. Disinfettare

Dopo il lavaggio:

  • utilizzare un antisettico;
  • ad esempio Betadine o clorexidina.

3. Recarsi rapidamente in un centro medico

Non aspettare la comparsa dei sintomi.

Bisogna consultare immediatamente:

  • un centro antirabbico;
  • un ospedale;
  • un centro sanitario;
  • un pronto soccorso.

Il medico deciderà se è necessario un vaccino antirabbico.

In alcuni casi devono essere somministrate anche immunoglobuline antirabbiche.

Cosa non bisogna assolutamente fare

Esistono ancora molti errori pericolosi.

Mai:

  • aspettare “per vedere cosa succede”;
  • credere che un piccolo graffio non sia grave;
  • utilizzare solo rimedi tradizionali;
  • chiudere completamente una ferita profonda senza consiglio medico;
  • ignorare un morso perché l’animale sembrava gentile;
  • pensare che un gatto domestico sia necessariamente sicuro;
  • interrompere la vaccinazione prima della fine del protocollo.

Ogni ora conta.

Si può contrarre la rabbia con un semplice graffio?

Sì.

È un errore frequente credere che solo i morsi siano pericolosi.

Un graffio può trasmettere il virus se gli artigli sono contaminati da saliva infetta.

Le autorità sanitarie ricordano che SIA i morsi CHE i graffi devono essere presi seriamente. (Le 360 Français)

Cosa fare con l’animale dopo l’incidente?

Se possibile:

  • non uccidere l’animale;
  • evitare di perderlo di vista;
  • avvisare le autorità sanitarie o veterinarie.

Un animale domestico può talvolta essere posto sotto osservazione veterinaria.

Ma non bisogna mai ritardare le cure mediche per l’essere umano nell’attesa.

Vaccinazione preventiva: chi dovrebbe prenderla in considerazione?

Alcune persone sono maggiormente a rischio:

  • veterinari;
  • volontari delle associazioni animaliste;
  • persone che nutrono animali randagi;
  • viaggiatori frequenti nelle zone rurali;
  • addetti alla cura degli animali;
  • dipendenti dei rifugi.

Per loro può essere raccomandata una vaccinazione preventiva.

Come proteggere i bambini?

I bambini sono le prime vittime in molti paesi colpiti dalla rabbia.

Bisogna insegnare loro:

  • a non toccare animali sconosciuti;
  • a non avvicinarsi a una cagna con i cuccioli;
  • a non accarezzare un animale malato;
  • a segnalare immediatamente qualsiasi graffio o morso.

Anche se minimo.

Il ruolo delle associazioni e dei cittadini

La lotta contro la rabbia non dipende solo dalle autorità.

Anche la popolazione svolge un ruolo essenziale attraverso:

  • vaccinazione degli animali domestici;
  • sterilizzazione;
  • evitare l’abbandono degli animali;
  • sostegno alle associazioni;
  • sensibilizzazione dei bambini;
  • segnalazione di animali aggressivi o malati.

Le campagne di vaccinazione canina restano uno dei mezzi più efficaci per ridurre i decessi umani. (Ministero della Salute del Marocco)

Dove vaccinarsi o consultare un medico dopo un morso in Marocco?

Ecco alcuni centri e strutture conosciuti in diverse grandi città marocchine.

Casablanca

Rabat

Marrakech

Fès

Consigli importanti per i turisti in Marocco

I viaggiatori stranieri a volte sottovalutano il rischio.

Diversi paesi europei hanno recentemente ricordato ai loro cittadini di evitare qualsiasi contatto con animali randagi in Marocco dopo diversi decessi sospetti legati alla rabbia. (blue News)

Anche un animale apparentemente affettuoso può essere pericoloso.

Mai:

  • dare da mangiare a mano a un cane sconosciuto;
  • giocare con cuccioli randagi;
  • prendere in braccio un gatto randagio;
  • cercare di salvare un animale ferito senza protezione.

Conclusione

La rabbia è una malattia prevenibile, ma rimane mortale se non viene trattata in tempo.

In Marocco, la forte presenza di cani e gatti randagi rende indispensabile la vigilanza. Un morso o un graffio non devono mai essere ignorati, anche se sembrano lievi.

Le azioni più importanti sono semplici:

  • lavare immediatamente;
  • disinfettare;
  • consultare rapidamente un medico;
  • seguire l’intero protocollo medico.

Ogni anno possono essere salvate vite grazie a una reazione rapida e a una migliore sensibilizzazione della popolazione.

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